TRYTEC TECHNOLOGY: la sinergia delle alghe marine sviluppata da Agritec
Negli ultimi anni l’agricoltura ha visto un crescente interesse verso soluzioni naturali per migliorare la produttività, la resilienza delle colture e ridurre l’impatto ambientale. Tra questi, i formulati a base di alghe marine offrono un’azione multifunzionale che va oltre la semplice nutrizione grazie alla loro capacità di fornire fitormoni, polisaccaridi, amminoacidi e antiossidanti. Per garantire la massima efficacia dei propri formulati, Agritec ha sviluppato la tecnologia Trytec, un’innovazione esclusiva che sfrutta la sinergia di tre alghe brune: Ascophyllum nodosum, Laminaria digitata ed Ecklonia maxima, raccolte in momenti ben precisi, quando la concentrazione di fitormoni, polisaccaridi ed amminoacidi è più elevata. Il successivo processo di estrazione a freddo, privo di idrolisi chimica e termica, consente di preservare intatte le molecole bioattive, assicurando la massima efficacia biostimolante. Il risultato è una tecnologia esclusiva che permette di realizzare formulati in grado di potenziare la crescita vegetale, aumentare la resistenza delle piante e la qualità delle produzioni.

La raccolta: il segreto dell’efficacia
Uno degli aspetti più importanti che caratterizzano la tecnologia Trytec è l’attenzione dedicata alla fase di raccolta delle alghe. Non tutte le fasi del ciclo vitale di Ascophyllum, Laminaria ed Ecklonia presentano infatti la stessa concentrazione di composti bioattivi: auxine, citochinine, betaine, polisaccaridi e amminoacidi variano in funzione della stagione e delle condizioni ambientali. Per questo Agritec seleziona finestre temporali ben precise, nelle quali ciascuna alga raggiunge il massimo contenuto in fitormoni naturali e metaboliti funzionali. Questo approccio consente di preservare il profilo biochimico più utile in agricoltura, evitando perdite di efficacia e garantendo la massima attività biologica nei formulati finali.
Fig. 1. Punti di raccolta per la tecnologia Trytec
Le tre alghe marine alla base della tecnologia Trytec
Le tre alghe marine vengono selezionate da Agritec in base al loro profilo biochimico.
Ascophyllum nodosum
Cresce lungo le coste dell’atlantico, in zone soggette a cicli di marea che alterano profondità ed esposizione. Contiene acido alginico, fucoidano, polifenoli, betaine e citochinine. Grazie al suo mix di sostanze bioattive si ha un maggior controllo dell’equilibrio idrico, un incremento dell’efficienza nutrizionale e una più alta resistenza a siccità e salinità. AZIONE: citochinino-simili e gibberellino-simili.

Fig. 2. Rappresentazione grafica Aschophyllum nodosum
Laminaria digitata
Si sviluppa in acque fredde dell’atlantico ed è particolarmente ricca in laminarina, mannitolo, e composti fenolici. La laminarina essendo un polisaccaride agisce come molecola segnale capace di stimolare i meccanismi di resistenza sistemica acquisita (SAR) nelle piante, migliorandone la difese contro stress esterni. Il mannitolo invece funge da osmoprotettore e i composti fenolici riducono lo stress ossidativo. AZIONE: induzione di resistenza (SAR)

Fig. 3. Rappresentazione grafica Laminaria digitata
Ecklonia maxima
Originaria delle coste sudafricane, si distingue per il suo elevato contenuto in auxine naturali e per il rapporto favorevole auxine-citochinine stimolando rizogenesi e lo sviluppo dell’apparato radicale. L’azione ormonale non si limita solo all’apparato radicale dato che le auxine intervengono anche nella divisione e allungamento cellulare dei tessuti fruttiferi favorendone l’ingrossamento. I polifenoli e carboidrati contribuiscono a mitigare gli effetti degli stress ossidativi e ambientali, sostenendo fioritura, allegagione e produttività. AZIONE: auxino-simile

Fig. 4. Rappresentazione grafica Ecklonia maxima
Il ruolo degli amminoacidi
- Agiscono come chelanti naturali, facilitando l’assorbimento dei microelementi;
- Sono precursori di metaboliti coinvolti nei meccanismi di resistenza agli stress;
- Sostengono la sintesi proteica e lo sviluppo vegetativo.
CONCLUSIONI
- Rese più elevate e qualità superiore dei raccolti;
- Maggiore resistenza agli stress abiotici come siccità, salinità e sbalzi termici;
- Ottimizzazione dell’uso dei fertilizzanti, con riduzione degli input chimici;
- Sostenibilità ambientale, in linea con le nuove esigenze del settore.
Fig. 5. Azione su pianta


